orologio calendario perpetuo

La grande novità è la declinazione calendario perpetuo. A 12 mm e 12,65 mm per le versioni solo tempo e calendario perpetuo rispettivamente, i nuovi Frederique Constant Highlife sono stati concepiti per garantire sufficiente confort, anche se la variante tutta acciaio di quest’ultimo è un peso massimo, in particolare se con Calendario Perpetuo, un risultato in controtendenza rispetto alla direzione che i marchi di lusso hanno ormai generalmente intrapreso. La referenza 6340 e le successive aprono un ciclo che si chiuderà nel 1988, e con esso il Rolex Daytona a carica manuale. Chi si aspettava un orologio rivoluzionario ad aprire le danze è rimasto deluso; è una classica, seppur ben amalgamata, operazione di co-branding. Il prodotto è interessante, ben costruito ma è in sostanza una variazione su un tema esistente, il più recente Carrera da 44 millimetri di diametro con lunetta in ceramica, scala tachimetrica e movimento di manifattura Heuer 02. La forma quadrata della cassa e la lavorazione del bracciale sembrano ispirarsi ad orologi meccanici dalla forma quadrata ma il confronto non può che fermarsi qui perché gli spazi di mercato in cui i due orologi si muovono sono profondamente diversi (al più potrebbero essere complementari). Il team di sviluppo ha cambiato tanto, partendo da una certezza: le proporzioni auree della generazione originale, rispettando in primis la dimensione di cassa di 40 mm. Al tempo fu chiamato Jumbostar per le dimensioni Jumbo della cassa, se confrontate con quelle dell’epoca in cui i cronografi sportivi non superavano i 38 mm. TAG Heuer ci è riuscita ed ha idealmente unito, nei primi anni 2000, due filosofie antitetiche in orologeria: quella europea e l’orientale, fortemente orientata quest’ultima alla produzione di cronografi digitali ad alta precisione, anche se TAG Heuer è da anni tra i marchi leader della cronometria digitale, soprattutto quella sportiva ad alta precisione.
paddock, da pilota non da passeggero. Un’esperienza che difficilmente potrò dimenticare. Il nuovo Tissot T-Touch Connect Sport prosegue la storia di successo inaugurata dal T-Touch Connect Solar di cui abbiamo realizzato una approfondita video-recensione, in occasione del lancio. Dotato di sistema operativo proprietario, sviluppato all’interno del Gruppo Swatch, di una cassa ridisegnata e di una completa serie di funzioni, l’orologio con schermo tattile per definizione si è ritagliato ulteriore spazio nel segmento degli orologi multifunzione connessi. replik uhren Il quadrante è anche più sfidante: il vetro zaffiro sfaccettato è un piccolo capolavoro di design ma non aiuta a leggere rapidamente ora e data sotto certe angolazioni ed i colori tono su tono di lancette e quadrante non favoriscono il compito. La cassa da 42mm di diametro è la stessa del Diagono Crono ma è per la prima volta rivestita in DLC (Diamond Like Carbon), una forma di carbonio amorfo con caratteristiche simili al diamante che lo rendono resistente ai graffi, all’usura e con una superficie particolarmente liscia al tatto, più dell’acciaio. Pontos S Diver è arrivato non solo dopo la costruzione di Aikon (che ha debuttato nel 2016 e prende ispirazione, va ricordato, dal Calypso degli anni novante), ma dopo il rilancio della collezione Pontos, rappresentando il complemento perfetto, nella gamma sportiva, al nuovo Pontos S Chronograph.
È una macchina con indicazione retrograda dei minuti ed una singolare visualizzazione dell’ora su tre satelliti, con un indicatore della riserva di carica ad ore 13 ed una della 'efficienza di carica' ad ore 11: una prima assoluta. Tra le due versioni di colore nero merita un commento ulteriore quella con la riserva di carica: entrambi hanno le sfere d’oro rosso a contrasto ma nel caso della versione con la riserva di carica, quella sfera aggiunge un tocco di romanticismo ed una virgola in oro lucida che si staglia sul quadrante nero opaco lavorato. Un accento di stile particolarmente ricco ed intenso.